Jungleland
Ubriachi di gioia
Rubin Carter, pugile nero in carcere vent’anni per omicidio, è morto. Era innocente. Ha ispirato “Hurricane”, ballata sexy, morbida e incazzata. Purissimo Dylan. Clarence Seedorf, dopo cinque vittorie consecutive rischia di essere cacciato. Innocente anche lui, anche se ovviamente non è la stessa cosa. (La scala delle disgrazie del mondo, del resto, è molto complessa. Va da piccoli fastidi, a dolori imparabili. Pensa a Schumi, in coma e denunciato). Non è la stessa cosa nemmeno il campionato di Juve e Roma, ma al netto degli otto punti che le separano (la differenza tra godere proprio tanto e godere molto meno) sono entrambe in estasi. di Pierluigi Pardo
14 AGO 20

Rubin Carter, pugile nero in carcere vent’anni per omicidio, è morto. Era innocente. Ha ispirato “Hurricane”, ballata sexy, morbida e incazzata. Purissimo Dylan.
Clarence Seedorf, dopo cinque vittorie consecutive rischia di essere cacciato. Innocente anche lui, anche se ovviamente non è la stessa cosa. (La scala delle disgrazie del mondo, del resto, è molto complessa. Va da piccoli fastidi, a dolori imparabili. Pensa a Schumi, in coma e denunciato).
Non è la stessa cosa nemmeno il campionato di Juve e Roma, ma al netto degli otto punti che le separano (la differenza tra godere proprio tanto e godere molto meno) sono entrambe in estasi. Uniche con una testa europea, con un futuro luminoso, certo. Uniche sicure di sentire quella musica lì, di sognare quelle grandi orecchie, davanti.
Di poter vivere un giorno da Wawrinka. Battere il tuo idolo, con le mani sulla racchetta e il pensiero al suo poster, nella tua stanza.
Pazzo di gioia, ma senza la forza di esultare.
Ubriachi sono anche a Liverpool. Il Paradiso dopo 24 anni sembra a un metro dal Royal Albert Dock.
Pure da casa Bertone, dicono. Francesco pare non abbia apprezzato. Troppa la distanza (700 metri quadri) tra spiritualità e potere temporale, tra buon esempio e fatti propri. La povertà è un’altra cosa, certo, ma io comunque non so giudicare. Del resto se non so nemmeno stirare le camicie, come potrei dare una piega razionale alle cose?
Piuttosto mi unisco alla Festa della Terra, apprendo che purtroppo esistono Schettini ovunque, e che l’estate che stavo cercando aveva proprio il tuo sapore, mentre dormi nell’altra stanza.
Clarence Seedorf, dopo cinque vittorie consecutive rischia di essere cacciato. Innocente anche lui, anche se ovviamente non è la stessa cosa. (La scala delle disgrazie del mondo, del resto, è molto complessa. Va da piccoli fastidi, a dolori imparabili. Pensa a Schumi, in coma e denunciato).
Non è la stessa cosa nemmeno il campionato di Juve e Roma, ma al netto degli otto punti che le separano (la differenza tra godere proprio tanto e godere molto meno) sono entrambe in estasi. Uniche con una testa europea, con un futuro luminoso, certo. Uniche sicure di sentire quella musica lì, di sognare quelle grandi orecchie, davanti.
Di poter vivere un giorno da Wawrinka. Battere il tuo idolo, con le mani sulla racchetta e il pensiero al suo poster, nella tua stanza.
Pazzo di gioia, ma senza la forza di esultare.
Ubriachi sono anche a Liverpool. Il Paradiso dopo 24 anni sembra a un metro dal Royal Albert Dock.
Pure da casa Bertone, dicono. Francesco pare non abbia apprezzato. Troppa la distanza (700 metri quadri) tra spiritualità e potere temporale, tra buon esempio e fatti propri. La povertà è un’altra cosa, certo, ma io comunque non so giudicare. Del resto se non so nemmeno stirare le camicie, come potrei dare una piega razionale alle cose?
Piuttosto mi unisco alla Festa della Terra, apprendo che purtroppo esistono Schettini ovunque, e che l’estate che stavo cercando aveva proprio il tuo sapore, mentre dormi nell’altra stanza.
di Pierluigi Pardo